Tavecchio: ‘Lo spogliatoio non volle Balotelli’

Tavecchio: ‘Lo spogliatoio non volle Balotelli’

TAVECCHIO TORNA A PARLARE

L’ex presidente della Figc, Carlo Tavecchio è tornato a parlare della mancata qualificazione al Mondiale della Nazionale italiana, facendo dichiarazioni importanti e non nascondendo la propria delusione. L’ex dirigente ha parlato della questione commissario tecnico, sottolineando come sia stato un errore puntare su Giampiero Ventura, ma si è soffermato anche sul centravanti Mario Balotelli, tornato in maglia azzurra solo con l’approdo di Roberto Mancini, che lo aveva lanciato nel grande calcio quando era l’allenatore dell’Inter e che lo aveva allenato anche quando era al Manchester City.

LE PAROLE DI TAVECCHIO

Carlo Tavecchio è tornato a parlare e lo ha fatto ai microfoni di Radio Crc e, oltre a parlare di Balotelli e Ventura, ha parlato anche del match contro la Svezia, svelando anche il tentativo fatto per un possibile ritorno di Antonio Conte. Questi tutti i temi trattati:

Il momento del calcio italiano: “Il calcio italiano è meglio di quanto pensino la stampa e l’opinione pubblica: abbiamo quattro squadre in Champions League, questo significa l’ingresso di più di 100 milioni di euro. Inoltre, siamo stati i primi ad utilizzare il Var che è stata la mossa più importante della mia legislatura e abbiamo anche creato centri di formazione federali che stanno evolvendo. Poi, il materiale umano è quello che è: tutti vogliamo che crescano campioni”.

La scelta di Ventura: “Scegliemmo Ventura, ma il panorama non offriva molto di più: c’erano disponibili De Biasi, Ventura e Montella. Nelle prime nove partite conquistammo sette vittorie e due pareggi. Poi sono arrivate partite inspiegabili, siamo stati anche sfortunati nel ranking avendo incontrato la Spagna dopo aver perso l’amichevole in Belgio. Ventura aveva il compito di portare l’Italia ai Mondiali, la formazione non l’ho fatta di certo io. Il direttore dell’orchestra, quando suona male, poi deve risponderne”.

La doppia sfida contro la Svezia: “Speravamo di battere la Svezia, ma c’è stata un po’ di sfortuna perché con un tiro in porta abbiamo perso 1-0 e non abbiamo avuto la forza di ribaltare il risultato, ma non potevo scendere in campo a calciare i rigori o i corner”.

Prendersi le responsabilità: “Mi sono preso le mie responsabilità ed ho lasciato la Federazione con una grossa liquidità ed una situazione perfetta. Quando andai in Consiglio Federale a proporre Ventura c’erano 21 persone e nessuno disse di no, per cui più che dimettermi cosa dovevo fare?”.

Su Mancini: “Ci fosse stato Mancini non so se l’Italia ora sarebbe ai Mondiali, ma Mancini all’epoca non era disponibile, altrimenti avrei intavolato un discorso”.

Tavecchio pazzo di Conte: “Feci di tutto per avere Conte perché Ancelotti non rientra nei parametri economici della Nazionale italiana. Conte non disse ‘no’, ma necessitava di un trattamento particolare e lo sapevano tutti: se fossi rimasto avrei insistito molto”.

Su Balotelli: “Balotelli in Nazionale non è una novità, due anni fa chiesi di farlo rientrare. Ero e resto tifoso di Balotelli. Se era lo spogliatoio a non volerlo? Bravo, ma lo ha detto lei non io”.

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